Apple Pay non decolla. Abilitate poche carte

Apple Pay debutta in Italia ma non decolla. Il circuito di Cupertino che consente i pagamenti tramite l’iPhone (solo dalla versione iPhone 6, che è stata dotata di tecnologia  NFC) è sbarcato nella Penisola a maggio, il 17. E in tre mesi ha raccolto solo pochi proseliti: Banca Mediolanum, Carrefour Banca, Unicredit e American Express. Tutti i clienti delle altre banche, quindi, non possono godere dei pagamenti in mobilità via smartphone. Anche se a breve qualcosa dovrebbe cambiare, come annunciato dalla stessa Apple. Entro la fine dell’anno dovrebbero sbarcare sulla piattaforma di pagamenti digitali della “mela morsicata” anche FinecoBank, Widiba, Carta Bcc, N26 e Banca Sella (tramite Hype). In alcuni casi l’utilizzo delle carte (di credito, di debito e prepagate) non prevede costi aggiuntivi. Come nel caso dei clienti di Unicredit e Banca Mediolanum. Basta scaricare l’App messa a disposizione dalla banca per abilitare tutte le carte al pagamento via mobile. Nei casi in cui la propria banca non ha aderito o non aderirà ad Apple Pay, invece, bisognerà sostenere dei costi, anche se minimi.

Se la tua banca non ha aderito a Apple Pay
Al momento l’unica alternativa a disposizione è il sistema di e-pagamenti messo a disposizione da Boon. Accedendo al sito italiano https://boonpayment.com/it/ ci si può registrare e subito dopo creare una carta prepagata abilitata al circuito Apple Pay che consente di effettuare i pagamenti in mobilità via iPhone. Il servizio, tuttavia, non è gratuito. A partire dal secondo anno (il primo è gratuito), infatti, è prevista una commissione di 1 euro. Inoltre, trattandosi di una prepagata, la carta va ricaricata (il piano base prevede un tetto di ricarica annuale di 2500 euro, oltre a una serie di limitazioni sui depositi giornalieri e mensili; il piano plus, invece, ha una maggiore flessibilità). Tramite bonifico bancario non sono previste spese; la ricarica con carta di credito, invece, ha una commissione dell’1% dell’importo caricato, con un minimo di 1 euro. Inoltre, in caso di utilizzo all’estero è prevista una commissione dell’1,25 per cento.

Le altre banche
Ancora lontane da Apple Pay le altre banche. Alcune hanno deciso di puntare su Samsung Pay, mentre di altre ancora non si conoscono i piani. Intesa Sanpaolo, invece, che ha deciso di concentrare le forze sul servizio proprietario PayGo. Il servizio, però, funziona solo per Android. Gli utenti di iPhone (iOS) clienti di Intesa Sanpaolo, quindi, per ora non potranno godere dei vantaggi dei pagamenti in mobilità via smartphone, a meno di non aderire a servizi come quelli ovverti da Boon, sostenendo, però, dei costi aggiuntivi.